Le nuove frontiere dell’odorologia forense. L’arrivo dell’Odor Hunter

Christian Pallante - 18/03/2022

L’odorologia forense rappresenta quel campo della criminalistica legato alla raccolta di impronte olfattive sulla scena criminis. L’odore costituisce una preziosa risorsa investigativa.

Infatti, trattasi di una traccia temporanea, le cui informazioni si dissolvono tempestivamente e la cui persistenza dipende dall’ambiente in cui si è generato. Generalmente, detta tipologia di tracce racchiude una difficoltà in termini di repertamento, sia per quanto attiene le tempistiche, sia per le singole modalità.

Da un punto di vista temporale esse andranno repertate velocemente.

Ma, le modalità di repertamento cambieranno in base alla natura della traccia stessa. Difatti, se da un lato il cambiamento colorimetrico di una macchia di sangue o un insieme di impronte sulla neve saranno documentabili mediante la fotografia, per gli odori il discorso è ben diverso.

Essi, infatti, saranno repertabili principalmente con l’ausilio di un verbale, in cui l’operatore potrà inserire ciò che ha percepito nello scenario. In più, detta tipologia di traccia sarà utile anche per le unità cinofile[1], al fine di ritrovare persone scomparse.

Ma, proprio in questi ultimi mesi è stato creato un nuovo strumento di prezioso aiuto per dette attività. Trattasi dell’Odor Hunter, un apposito dispositivo in grado di catturare gli odori da una scena del crimine, in meno di cinque minuti. Esso è stato messo a punto dall’adjudant Patrick Lacoffrette della Gendarmeria Nazionale, in collaborazione con l’Institut de Recherche Criminelle de la Gendarmerie Nationale (IRCGN) che ne ha validato la funzione di repertamento.

Più nello specifico, esso si presenta come un sistema composto da una pompa e da un porta filtro. Il suo funzionamento è peculiare, in quanto la pompa viene messa in prossimità della superficie interessata ed aspira l’odore in un termine temporale compreso tra i 4 e i 5 minuti.  

La principale novità, oltre alla riduzione del fattore tempo, riguarda la possibilità di congelare la traccia per diversi giorni.

Lo stesso ideatore, componente dell’unità cinofila della Gendarmeria, l’ha utilizzato su varie scene del crimine. In particolare, in un caso riguardante un suicidio, lo strumento è stato usato su un lenzuolo ed ha permesso al cane di ritrovare la vittima ad un chilometro di distanza, in soli 7 minuti. 

Ciò permette di comprendere le ampie soluzioni che detto approccio può portare nelle investigazioni tecnico-scientifiche. Innanzitutto, esso può accorciare le tempistiche di ricerca di persone scomparse, permettendo di catturare gli odori in pochissimi minuti. Ma, al contempo, permetterà il congelamento della traccia medesima, senza contaminare la scena stessa, con lo scopo di un successivo utilizzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia essenziale

  1. COLIN, Grâce à son <<Odor hunter>>, un gendarme capture les odeurs d’une scène de crime en cinq minutes, in www.20minutes.fr, 12 dicembre 2021; V. FILETTI-G. DI MUZIO-M. RENDINE-P. FORTAREZZA-P. RICCI-C. POMARA-G. MESSINA-I. RIEZZO-C. ZAMMIT-A. MESSINA-M. SALERNO-F. SESSA, Volatile organic compounds instrumental and canine detections link an individual to the crime scene, in Egyptian Journal of Forensic Science, 2019, vol. 9, n. 35, p. 1 ss.; K. FURTON-N. I. CARABELLO-M. M. CERRETTA-H. K. HOLNESS, Advances in the use of odour as forensic evidence through optimizing and standardizing instruments and cannies, in Philosophical Transaction B, 2015, n. 370, p. 1 ss.; R. GENNARI-L. SARAVO, Le tracce, in AA.VV., Manuale delle investigazioni sulla scena del crimine, a cura di Curtotti – Saravo, II ed., Torino, 2019, p. 467 ss.; E. J. ROMANOWSKA, Odour as trace evidence, in Journal of Education, Culture and Society, 2010, n. 1, p. 56 ss.; A. A. SHAKIROVA-R. N. KHAMITOV-F. F. SITDIKOV-L. A. KAMALIEVA-E. A. KHARISOVA, On some problems of forensic research on scent traces, in Journal of Interdisciplinary Research, 2018, vol. 8, n. 1, p. 270 ss.; P. VYPLELOVÁ-V. VOKÁLEK-L. PINC-Z. PAKÁCOVÁ-L. BARTOŠ-M. SANTARIOVÁ-Z. ČAPKOVÁ, Individual human odor fallout as detected by trained canines, in Forensic Science International, 2014, n. 234, p. 13 ss.

[1] In suddetto caso, l’olfatto del cane sarà di primaria importanza, in quanto permetterà una ricerca più celere della persona scomparsa.