I rapporti Italia-Cina nell’analisi strategica, tra opportunità e diffidenza

Gaia Natarelli - 26/05/2021

Lo sviluppo impetuoso del Dragone ha generato un originale terremoto sistemico nell’ordine internazionale, così da ipotizzare una nuova distribuzione del potere per il futuro. Xi Jinping sta proponendo un modello di governance alternativo a quello liberal-democratico dell’Occidente, che ha condotto inevitabilmente a uno scontro con gli Stati Uniti. In particolare, nelle relazioni Italia-Cina, una sostanziosa rivoluzione è stata registrata con la sottoscrizione del Memorandum of Understanding nel marzo 2019. Quella firma aveva scatenato i malumori dell’ambiente nazionale e dei palazzi a Ovest, sostanzialmente per il suo valore geopolitico. Perché un alleato statunitense, nonché membro del G7 aveva appoggiato un progetto chiave della politica espansionistica di Xi Jinping. Ma nell’ambito della tutela degli interessi nazionali, l’Italia ha sempre mostrato una certa bipolarizzazione. Non a caso all’inizio del XX secolo si è parlato dei giri di valzer della politica estera italiana.

Negli ultimi mesi due fattori esogeni hanno condizionato l’asse Roma-Pechino. In primo luogo, La pandemia di Covid-19, che ha cristallizzato la disgregazione di alcune dinamiche preesistenti e messo a nudo la debolezza di ciascuno Stato. In secondo luogo, l’elezione del nuovo Presidente americano Joe Biden, determinato a rinvigorire l’atlantismo – emblematica è stata la sua partecipazione al vertice del Consiglio europeo a marzo 2021[1]. Mentre a livello interno, decisivo è stato l’avvicendamento della guida sulla scena di Governo. A differenza dell’ex Presidente Conte, l’attuale leader dell’esecutivo Draghi ha una visione prettamente euro-atlantica. È anche per questa ragione che l’appoggio dell’Italia al mastodontico progetto infrastrutturale della Belt and Road Initiative (BRI) sembra avere oggi un peso davvero ridimensionato. Oltretutto la trattativa con l’Italia si è rivelata espressione di partnership già esistenti o di mere intenzioni. Principalmente l’Italia era stata identificata come il punto di arrivo dell’itinerario marittimo della Silk Road, prima con Venezia e poi con Trieste. Tra gli accordi commerciali firmati a Villa Madama nel marzo 2019, vi erano anche quelli riguardanti i porti di Trieste e Genova con la China Communications Construction Company (CCCC), un’impresa pubblica cinese tra le principali appaltatrici dei progetti BRI. Alla fine, i progetti di ammodernamento dei due porti italiani non sono stati presi in carico dalla CCCC. Anzi, ad oggi l’unica certezza è l’acquisizione per il 50,01% del terminal PLT nel porto di Trieste da parte della tedesca Hamburger Hafen und Logistik AG (HHLA)[2]. La Cina intanto continua a promuovere la sua iniziativa, fondamentale per assicurarsi porte di accesso sulla terra svincolate dal controllo americano. E il recente incidente nel Canale di Suez ha offerto il pretesto per rilanciarne l’importanza, tramite l’alternativa della rotta Artica.

Soprattutto, l’Italia attualmente si sta allontanando da una cooperazione bilaterale con la Cina a favore di asset più strategici per il futuro. Ovvero i settori dell’aerospace e delle telecomunicazioni. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) avrebbe dovuto somministrare uno dei moduli pressurizzati della prima stazione orbitale cinese, la Tiangong 3. Ma questo intervento è stato cancellato[3]. E al momento, la collaborazione con la Cina nel settore aerospaziale sta proseguendo solo nell’ambito della ricerca scientifica. L’Italia difatti sta consolidando la sinergia con la Nasa e la sua expertise nel settore scientifico-industriale verrà messa a disposizione del programma statunitense Artemis[4]. Riguardo alla rete 5G, l’attuale governo ha decisamente ampliato il ricorso al potere speciale del Golden Power verso le aziende cinesi. Per esempio, solo a marzo 2021 sono arrivati due stop consecutivi da parte dell’esecutivo. I poteri speciali sono stati infatti notificati prima attraverso il Dpcm dell’11 marzo 2021[5] per un contratto di fornitura 5G alla società Fastweb da parte di Zte e Askey. E dopo, con il Decreto del 25 marzo 2021[6] per l’acquisizione di elementi della rete 5G da Huawei e Zte a Linkem Spa. Tra l’altro l’azione aggressiva degli attori esteri durante la pandemia ha spinto l’Italia verso il rafforzamento della tutela delle infrastrutture critiche. Precisamente Pechino ha portato avanti efficaci campagne di influenza e di disinformazione sia in Italia che all’estero. Infatti, l’Intelligence Community (IC) ad aprile 2020 ha parlato di una strategia[7] che da un lato rimarcava l’attrito tra le diverse nazioni occidentali, e dall’altro elogiava l’operato della Cina. Una tattica basata sulle pratiche russe. Tanto che il National Security Council ha ricordato Infektion[8], un’operazione del Kgb degli anni Ottanta volta a diffondere l’idea che l’Aids fosse stata prodotta dagli Stati Uniti.     

Sicuramente per l’Italia Pechino rappresenta un mercato di forte potenziale sviluppo, ma il decisore politico deve prima di tutto tenere presente la sua appartenenza genetica alla NATO e all’UE.

 

[1] Herszenhorn D. M. et al. (2021). Joe Biden, honorary EU leader for a day, Politico, https://www.politico.eu/article/us-president-joe-biden-european-council-charles-michel-eu/.

[2] HHLA PT Italy, Terminal Trieste (PLT): HHLA Hamburger Hafen und Logistik AG.

[3] Santelli F. (2020). La retromarcia dell’Italia nella corsa spaziale cinese, Repubblica, https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/01/16/news/cina_stazione_spaziale_italia_asi_tiangong_3-245964926/.

[4] Pioppi S. (2020). Così l’Italia ritrova la bussola spaziale (meno Cina e più Usa). Tutte le mosse del governo, Formiche, https://formiche.net/2020/01/italia-stati-uniti-cina-luna-spazio/.

[5] Senato della Repubblica, DPCM per esercizio poteri speciali, in ordine alla notifica della società Fastweb S.p.A. relativo all’acquisto di CPE 5G Askey e ZTE, n.758, XVIII Legislatura, 11 marzo 2021.

[6] Senato della Repubblica, DPCM per esercizio poteri speciali, in ordine alla notifica della società Linkem Spa per acquisizione di elementi hardware e software da Huawei e ZTE – rete 5G, n.755, XVIII Legislatura, 25 marzo 2021.

[7] Wong E., Rosenberg M., Barnes J.E. (2020). Chinese agents helped spread messages that sowed virus panic in U.S., officials say, The New York Times, https://www.nytimes.com/2020/04/22/us/politics/coronavirus-china-disinformation.html.

[8] National Counterintelligence & Security Center (NCSCgov), Twitter post, 13 aprile 2020, https://twitter.com/ncscgov/status/1249707237142036480.