Commissione Europea. Relazione annuale sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali nell’UE “La tutela dei diritti fondamentali nell’era digitale”
La Commissione europea ha pubblicato il 10 dicembre 2021 la relazione annuale sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali nell’UE. È la prima relazione che segue la strategia[1] dell’anno 2020 per rafforzare l’applicazione della Carta dei diritti fondamentali nell’UE, che ha annunciato relazioni annuali con focus tematici. La relazione 2021 si concentra sulle sfide nella protezione dei diritti fondamentali nell’era digitale.
Le aree politiche chiave della relazione riguardano la necessità di affrontare le sfide della moderazione online.
La diffusione di contenuti illegali su Internet è una sfida per il discorso democratico e per una serie di diritti fondamentali. Nel dicembre 2020, la Commissione ha proposto misure regolamentari per affrontare i contenuti illegali proteggendo al contempo i diritti fondamentali attraverso la legge sui servizi digitali. Ha favorito misure volontarie tramite il codice per contrastare l’incitamento all’odio on line illegale. Il 9 dicembre, la Commissione ha anche proposto un’iniziativa per estendere l’elenco dei crimini dell’UE per includere discorsi e crimini d’odio.
Rilevante la Tutela dei diritti fondamentali laddove viene utilizzata l’intelligenza artificiale.
Il crescente utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale può produrre grandi vantaggi, ma alcune applicazioni sono complesse e opache, il che può rappresentare una sfida per il rispetto o l’applicazione dei diritti fondamentali. Molti Stati membri hanno sviluppato strategie nazionali sull’intelligenza artificiale per garantire trasparenza, tracciabilità e solidità e trovare modi efficaci per rispettare i diritti fondamentali. Nell’aprile 2021 la Commissione ha proposto un atto legislativo[2] volto a garantire che i sistemi di intelligenza artificiale che presentano un rischio elevato per i diritti fondamentali siano adeguatamente testati e documentati.
Affrontare il divario digitale. La pandemia da COVID-19 ha reso più difficile per coloro che non dispongono delle conoscenze o delle attrezzature necessarie l’accesso ai servizi pubblici offerti online. La relazione mostra come gli Stati membri e l’UE lavorino su approcci diversi per garantire che nessuno venga lasciato indietro. La solidarietà rimane un principio chiave per affrontare il divario digitale.
Proteggere le persone che lavorano attraverso le piattaforme. Il lavoro sulla piattaforma ha generato nuove opportunità economiche per persone, imprese e consumatori. Tuttavia, mette in discussione anche i diritti e gli obblighi esistenti relativi al diritto al lavoro e alla protezione sociale.
L’8 dicembre la Commissione ha adottato un’iniziativa legislativa per migliorare le condizioni di lavoro delle persone che lavorano attraverso piattaforme di lavoro digitali[3], sostenendo nel contempo la crescita sostenibile delle piattaforme di lavoro digitali nell’Unione.
Supervisione della sorveglianza digitale. La sorveglianza può essere legittima, ad esempio per garantire la sicurezza e combattere la criminalità, ma non tutte le pratiche sono giustificate. In questo contesto, la protezione dei dati e la privacy non sono solo diritti fondamentali, ma anche diritti “abilitanti” che aumentano la protezione di altri diritti fondamentali, che possono essere interessati dalla sorveglianza.
[1] La strategia integra il piano d’azione europeo per la democrazia e la relazione sullo stato di diritto, illustrando l’approccio globale della Commissione alla promozione e alla protezione dei diritti e dei valori fondamentali dell’UE.
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_20_2249
[2] https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/european-approach-artificial-intelligence
[3] https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_21_6605